something

(harrison)
durata 03:03
do maggiore/la maggiore

Testo

Something in the way she moves
Attracts me like no other lover
Something in the way she woos me
I don't want to leave her now
You know I believe and how

Somewhere in her smile she knows
That I don't need no other lover
Something in her style that shows me
I don't want to leave her now
You know I believe and how

You're asking me will my love grow
I don't know, I don't know
You stick around and it may show
I don't know, I don't know

Something in the way she knows
And all I have to do is think of her
Something in the things she shows me
I don't want to leave her now
You know I believe and how

Qualcosa

Qualcosa nel modo in cui si muove
Mi attrae come nessun'altra donna
Qualcosa nel modo in cui cerca di conquistarmi
Non voglio lasciarla ora
Sai che ci credo eccome

Da qualche parte nel suo sorriso lei sa
Che non ho bisogno di nessun'altra donna
Qualcosa nel suo modo di fare che mi fa capire
Non voglio lasciarla ora
Sai che ci credo eccome

Mi chiedi se il mio amore crescerà
Non lo so, non lo so
Te ne stai li adesso, questo forse lo dimostra
Non lo so, non lo so

Qualcosa nel modo in cui lei conosce
E non devo fare altro che pensare a lei
Qualcosa nelle cose che mi dimostra
Non voglio lasciarla ora
Sai che ci credo eccome

Accordi

[F] [Eb] [G/D]

[C]Something in the way she [Cmaj7]moves
[C7]Attracts me like no other [F]lover
[D7]Something in the way she [G]woos me
I [Am]don't want to leave her [Ammaj7]now
You [Am7/G]know I believe and [D9]how [F] [Eb] [G/D]

[C]Somewhere in her smile she [Cmaj7]knows
[C7]That I don't need no other [F]lover
[D7]Something in her style that [G]shows me
I [Am]don't want to leave her [Ammaj7]now
You [Am7/G]know I believe and [D9]how [F] [Eb] [G/D] [A]

[A]You're asking [C#m/G#]me will my love [F#m]grow [A/E]
I don't [D]know, [G]I don't [A]know
You stick a[C#m/G#]round and it may [F#m]show
I don't [D]know, [G]I don't [C]know

Solo: [C] [Cmaj7] [C7] [F] [D7] [G] [Am] [Ammaj7] [Am7/G] [D9] [F] [Eb] [G/D]

[C]Something in the way she [Cmaj7]knows
[C7]And all I have to do is [F]think of her
[D7]Something in the things she [G]shows me
I [Am]don't want to leave her [Ammaj7]now
You [Am7/G]know I believe and [D9]how [F] [Eb] [G/D]

[F] [Eb] [G/D] [A] [F] [Eb] [G/D] [C]

Registrazione

martedì 25.02.1969 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 1
primo fonico: Ken Scott
demo registrato dal solo George

mercoledì 16.04.1969 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 1-13
produttore: George Martin
primo fonico: Jeff Jarratt
secondo fonico: Richard Lush
base ritmica: basso, batteria, chitarra (George) e pianoforte di George Martin

venerdì 02.05.1969 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 1-36
produttore: George Martin
primo fonico: Jeff Jarratt
secondo fonico: Nick Webb
rifacimento base ritmica, con i Beatles in formazione tipo: basso, 2 chitarre e batteria + piano di Billy Preston

lunedì 05.05.1969 @ Olympic Sound Studios, Londra Studio 1
nastri: 36
produttore: George Martin
primo fonico: Glyn Johns
secondo fonico: Steve Vaughan
sovraincisione nuovo basso e nuova chitarra di George

venerdì 11.07.1969 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 36
produttore: George Martin
primo fonico: Phil McDonald
secondo fonico: John Kurlander
sovraincisione nuova voce solista

mercoledì 16.07.1969 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 36 + riduzione 36 in 38 e 39
produttore: George Martin
primo fonico: Phil McDonald
secondo fonico: John Kurlander
sovraincisioni: nuova voce solista + seconda voce + battimani

venerdì 15.08.1969 @ Abbey Road Studio 1
nastri: 39
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick /Phil McDonald
secondo fonico: Alan Parsons
sovraincisione orchestra + chitarra. gli studi 1 e 2 erano collegati via TV. Martin dirigeva nel primo mentre la regia operava dal 2

venerdì 15.08.1969 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 39
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick /Phil McDonald
secondo fonico: Alan Parsons
sovraincisione orchestra + chitarra. gli studi 1 e 2 erano collegati via TV. Martin dirigeva nel primo mentre la regia operava dal 2

Mixaggio

venerdì 11.07.1969 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 36
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Phil McDonald
secondo fonico: John Kurlander
remix 1-4 + riduzione da 7'48" a 5'32"

lunedì 04.08.1969 @ Abbey Road Studio 3
nastri: 39
mix: stereo
produttore: George Harrison
primo fonico: Phil McDonald
secondo fonico: Alan Parsons
remix non numerati coordinati da George per dare a Martin un acetato e permettergli di scrivire l'arrangiamento orchestrale

martedì 19.08.1969 @ Abbey Road Studio 2
nastri: 39
mix: stereo
produttore: George Martin
primo fonico: Geoff Emerick /Phil McDonald
secondo fonico: Alan Parsons
remix 1-10, definitivi; comprendevano il definitivo abbreviamento della canzone alla durata finale

Review

La più grande canzone d'amore di tutti i tempi fu il giudizio che Frank Sinatra diede di Something. Il capolavoro di George Harrison è una commovente ballata caratterizzata da una melodia incantevole ed un magnifico testo che, come quello di The Long And Winding Road, è reso ancora più intrigante dalla sua stessa "eloquente reticenza" (questa infatuazione sfocerà in una relazione?), espressamente palesata nel bridge dal protagonista (I don't know, I don't know).

La composizione della musica è piuttosto nota: la strofa nacque durante una delle sessions del White Album, quando George, approfittando di una pausa, iniziò a suonare un armonium. L'utilizzo di uno strumento a tastiera per la composizione appare evidente dalle settime discendenti dell'inizio della strofa e dai rivolti che occorrono verso la fine di tale sezione. La sezione a contrasto, che modula a La Maggiore e mostra una progressione armonica più convenzionale, fu aggiunta in seguito. Come tempistiche, la canzone avrebbe potuto essere inclusa nel White Album, ma i lavori per questo disco erano ormai avanzati e George, peraltro perplesso su come arrangiare la canzone, decise di rimandarne l'incisione.

Il testo inizia esplicitamente come una variazione di Something In The Way She Moves di James Taylor, ma evolve presto verso qualcosa di assai più elegante, che culmina nella seconda strofa in versi che possono autorevolmente candidarsi tra i migliori dell'intera discografia beatlesiana. Mentre la maggior parte le canzoni d'amore dei Beatles si basano sui sentimenti del protagonista, Something si concentra sulla descrizione della donna amata. Un simile espediente era stato utilizzato, con minore efficacia - o quantomeno minore universalità - da Lennon in Girl. Pattie Harrison rivendicò di essere la fonte di ispirazione della canzone, mentre Harrison negò che fosse per qualcuno in particolare.

Le dichiarazioni di George possono essere state condizionate dalla separazione, ma è un fatto che Something si riferisce ai momenti iniziali di una storia d'amore, mentre all'epoca della composizione George e Pattie si conoscevano da almeno 4 anni ed erano sposati da oltre 2.

Pubblicata come singolo a doppia facciata A insieme a Come Together, la canzone riscosse un successo commerciale soltanto discreto, il che si spiega principalmente con l'inclusione di entrambi i brani sull'album Abbey Road. Ma il vero successo di Something arrivò dalle cover: ripresa immediatamente da decine di altri artisti, tra cui Elvis Presley, Frank Sinatra, Joe Cocker, Smokey Robinson e James Brown (queste ultime furono le interpretazioni che Harrison elesse come sue preferite), divenne, dopo Yesterday, la seconda canzone dei Beatles per numero di reinterpretazioni. Tale numero crebbe ulteriormente dopo la morte di George, quando molti artisti scelsero Something per il proprio tributo al chitarrista: tra questi anche Bob Dylan e Paul McCartney.

L'intervento orchestrale scritto da George Martin, pur non brillando per eccezionale fantasia, è efficace, e aggiunge ulteriore eleganza ad un arrangiamento eccellente - caratterizzato da un ottimo lavoro al basso di McCartney e da una performance molto inventiva di Starr (qui straordinario con le sue rullate terzinate) - che culmina in un assolo di chitarra perfetto per tono e intenzione, ed ha un tocco di classe nel finale, quando finge di modulare ancora al La maggiore, per ripetere invece il breve riff e acquietarsi sul conclusivo Do maggiore. Per una curiosa coincidenza, questo schema tonale anticipa quello del long medley sul lato B dell'album.

Harrison fu giustamente sommerso di elogi
per Something, tra cui spiccano anche quelli dei suoi colleghi: Lennon disse che Something era la miglior canzone di Abbey Road, mentre McCartney la reputò la miglior canzone che George avesse mai scritto. È vero che il contributo di Harrison alla discografia del gruppo fu numericamente scarso e qualitativamente incostante. È indubbio però che se i Beatles fossero rimasti insieme ancora un paio d'anni, il ruolo di Harrison come compositore sarebbe stato di certo più noto e rilevante.

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