the beatles at the hollywood bowl

formato: LP 33 giri
EMTV 4 (LP Stereo): 06.05.1977
posizione più alta in classifica (UK): #1 per 1 settimana
settimane in classifica: 17

Review

Nonostante l'impressionante numero di concerti eseguito dai Beatles prima e dopo aver raggiunto il successo planetario, essi restavano tra i pochissimi artisti di simile levatura a non avere un album live nella propria discografia ufficiale. Questa lacuna scontentava i fan, che cercavano di porvi rimedio attraverso i numerosi bootleg che circolavano sin dai primi anni '60. Sia la EMI, sia la Capitol (detentrici dei diritti di pubblicazione rispettivamente in UK e USA) avevano avuto più volte l'intenzione di sfruttare questo spazio di mercato, ma si scontravano con la difficoltà nel raggiungere lo standard qualità che un album ufficiale deve avere - e che un bootleg può ignorare. È risaputo infatti che l'entusiasmo dei fan rendeva quasi inascoltabili i concerti del gruppo, con crescente frustrazione dei quattro - in particolare di Lennon e Starr, che a volte commettevano deliberati errori, certi che l'adorazione sarebbe proseguita imperterrita.

Il 23 agosto 1964 la Capitol registrò il concerto dei Beatles alla Hollywood Bowl di Los Angeles con l'intento di ricavarne un album per il mercato interno. La qualità della registrazione fu però giudicata inadeguata, e il progetto accantonato. L'anno successivo, i Beatles ritornarono alla Hollywood Bowl per altri due concerti, che vennero nuovamente registrati, rispettivamente il 29 e 30 agosto 1965. Di nuovo, tuttavia, il risultato non raggiunse gli standard qualitativi richiesti.

La dimensione epica subito raggiunta dal famoso "concerto sul tetto" del 30 gennaio 1969 dimostrò una volta di più che l'addio alle tournée dei Beatles non aveva fatto che aumentare il desiderio dei fan di ascoltarli dal vivo. Per questa ragione, nel 1971, i nastri dell'Hollywood Bowl vennero affidati a Phil Spector, recente salvatore (almeno secondo alcuni) dell'album Let It Be. Ma anche Spector si arrese di fronte alla qualità dei nastri, letteralmente ricoperti di quasi 18.000 fan urlanti ininterrottamente.

Quando nel 1977, un'improvvisata etichetta riversò sul mercato un album (registrato con un singolo microfono) dal titolo Live! at the Star-Club in Hamburg, Germany; 1962, la EMI e la Capitol furono concordi nel ritenere che bisognava tutelare la percezione dei concerti dei Beatles alle orecchie delle nuove generazioni, pur con gli scarsi mezzi disponibili. Ancora una volta, fu George Martin a sbrogliare la matassa. Lavorando con Geoff Emerick, Martin fece uso del consueto ingegno, riuscendo ad ottenere un prodotto più che degno senza ricorrerere a trucchi nè sovraincisioni (solo Dizzy Miss Lizzy è il montaggio delle due versioni del 1965).

Dove Martin lascia un po' perplessi è nella scelta dei brani: nello spettacolo del 1965 i Beatles eseguirono I Feel Fine, che restò fuori dall'album. Altre esclusioni illustri sono If I Fell a A Hard Day's Night (entrambe presenti nella scaletta del '64); va però considerato che la selezione può essere stata condizionata dalla qualità audio o dalle esecuzioni stesse.

Incluso in un programma di 10 LP pubblicizzati dalla EMI in televisione (che comprendeva tra gli altri Beach Boys, gli Shadows, Buddy Holly e Frank Sinatra), The Beatles At The Hollywood Bowl raggiunse la vetta delle classifiche britanniche, diventando il primo numero 1 dei Quattro dallo scioglimento del gruppo.

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