the beatles 1967-1970 (blue album)

formato: Doppio LP 33 giri
PCSP 718 (LP Stereo): 19.04.1973
posizione più alta in classifica (UK): #2
settimane in classifica: 138

Disco 1

Lato A
  1. Strawberry Fields Forever 04:06
    (Lennon/McCartney)
  2. Penny Lane 03:00
    (Lennon/McCartney)
  3. Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band 02:02
    (Lennon/McCartney)
  4. With A Little Help From My Friends 02:44
    (Lennon/McCartney)
  5. Lucy In The Sky With Diamonds 03:28
    (Lennon/McCartney)
  6. A Day In The Life 05:33
    (Lennon/McCartney)
  7. All You Need Is Love 03:47
    (Lennon/McCartney)
Lato B
  1. I Am The Walrus 04:34
    (Lennon/McCartney)
  2. Hello, Goodbye 03:27
    (Lennon/McCartney)
  3. The Fool On The Hill 02:57
    (Lennon/McCartney)
  4. Magical Mystery Tour 02:48
    (Lennon/McCartney)
  5. Lady Madonna 02:16
    (Lennon/McCartney)
  6. Hey Jude 07:06
    (Lennon/McCartney)
  7. Revolution 03:22
    (Lennon/McCartney)

Disco 2

Lato A
  1. Back In The U.S.S.R. 02:43
    (Lennon/McCartney)
  2. While My Guitar Gently Weeps 04:45
    (Harrison)
  3. Obladi Oblada 03:08
    (Lennon/McCartney)
  4. Get Back 03:06
    (Lennon/McCartney)
  5. Don't Let Me Down 03:33
    (Lennon/McCartney)
  6. The Ballad Of John And Yoko 02:58
    (Lennon/McCartney)
  7. Old Brown Shoe 03:16
    (Harrison)
Lato B
  1. Here Comes The Sun 03:05
    (Harrison)
  2. Come Together 04:20
    (Lennon/McCartney)
  3. Something 03:03
    (Harrison)
  4. Octopus's Garden 02:51
    (Starkey)
  5. Let It Be 04:02
    (Lennon/McCartney)
  6. Across The Universe 03:45
    (Lennon/McCartney)
  7. The Long And Winding Road 03:37
    (Lennon/McCartney)

Review

Se la selezione dei brani del periodo 1962-66 era resa difficile fondamentalmente dalla quantità della produzione dei Beatles, quella dedicata alla seconda metà della parabola beatlesiana presenta ulteriori complessità. Sfortunatamente, Allen Klein affronta il compito con americano pragmatismo, e, ripercorrendo (come nel primo volume) il percorso dei 45 giri ufficiali, finisce non solo per omettere brani splendidi (quello sarebbe stato inevitabile), ma per trascurare in toto episodi fondamentali per comprendere come si è riversato in musica l'allontanamento personale tra i 3 principali compositori dei Beatles.

Il risultato rimane un disco di immenso valore, che già soltanto con i sette brani del primo lato del primo disco infila una sequenza tale di zittire qualsiasi critica. Del resto, se la facciata più debole delle quattro (la prima del secondo disco) presenta brani come Get Back e Don't Let Me Down, oltre a While My Guitar Gently Weeps e Back In The USSR, si può ben capire come da un punto di vista puramente musicale, le questioni possano sorgere solo dalle esclusioni e non dalle inclusioni.

In questo senso, le critiche si annidano sotto l'aspetto storico-biografico: se The Ballad Of John And Yoko (inclusa d'obbligo in quanto lato A di un singolo) documenta l'ingresso di Yoko nella vita di John, manca completamente traccia delle ballate acustiche di Paul (con l'omissione di Blackbird che sta a quella di Here, There And Everywhere sul primo volume in termini di gravità).

Questa esclusione - a favore di due contributi veloci di McCartney al White Album come Back In The USSR e Obladi Oblada - ha contribuito a creare l'errata percezione, tuttora molto diffusa, che Paul abbia cambiato completamente stile dopo lo scioglimento dei Beatles: in realtà egli ha proseguito un percorso iniziato assai evidentemente già dal White Album.

George trova un adeguato riconoscimento della propria crescita come autore, con l'inclusione di quattro brani, che sono indicativi anche in termini percentuali del peso di Harrison come compositore all'interno del gruppo. Se tre pezzi (While My Guitar Gently Weeps, Something e Here Comes The Sun) erano in qualche modo obbligati, un maggiore sforzo sul quarto (o la presenza di un quinto) avrebbero potuto documentare l'interesse di Harrison per l'India (The Inner Light avrebbe ricalcato l'analoga scelta fatta a suo tempo da Lennon e McCartney) o la versatilità stilistica di George (in questo senso uno dei suoi brani su Let It Be sarebbe stato certamente più appropriato di Old Brown Shoe).

Pur con questi difetti, l'album blu, come è stato prontamente ribattezzato, rimane un disco di splendido, e consente un approccio ai Beatles più semplice (anche se leggermente semplicistico) e soprattutto più immediato di quanto non accada con i singoli dischi del periodo in questione (con particolare riferimento al White Album). L'immagine che si ricava del gruppo, nonostante l'ampiezza stilistica e contenutistica dei brani inclusi, è parziale, ma c'è tutto ciò che serve per innamorarsi dei Beatles e approfondirne la carriera.

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