let it be... naked

formato: LP 33 giri
595 4380: 17.11.2003
posizione più alta in classifica (UK): #7
settimane in classifica: 5

Lato A
  1. Get Back 03:06
    (Lennon/McCartney)
  2. Dig A Pony 03:52
    (Lennon/McCartney)
  3. For You Blue 02:30
    (Harrison)
  4. The Long And Winding Road 03:37
    (Lennon/McCartney)
  5. Two Of Us 03:33
    (Lennon/McCartney)
  6. I've Got A Feeling 03:35
    (Lennon/McCartney)
Lato B
  1. One After 909 02:51
    (Lennon/McCartney)
  2. Don't Let Me Down 03:33
    (Lennon/McCartney)
  3. I Me Mine 02:24
    (Harrison)
  4. Across The Universe 03:45
    (Lennon/McCartney)
  5. Let It Be 04:02
    (Lennon/McCartney)

Review

La storia dell'album Let It Be può essere riassunta brevemente come segue: concluso il White Album, Paul McCartney propone l'idea di registrare un album di ritorno alle origini, registrato senza sovraincisioni orchestrali e il più possibile dal vivo, come le prime canzoni dei gruppo. I suoi compagni acconsentono al progetto, che iniziò nel gennaio '69 sotto l'appropriato titolo Get Back.

Come peraltro accadde nuovamente con Abbey Road, ben poco tempo dovette trascorrere prima che i Beatles ammettessero di non avere alcuna voglia di dedicarsi a questo lavoro, che per giunta sarebbe stato continuamente ripreso dalle telecamere, perché l'album sarebbe stato accompagnato da un docu-film. Alla fine di un mese che a loro sembrò un anno, durante il quale trovarono anche il tempo di esibirsi nel memorabile concerto sul tetto, i Quattro dichiararono di averne abbastanza.

Glyn Johns dovette cimentarsi nel compito di ricavare un album dal materiale a disposizione: molto per quantità e disorganizzazione, e spesso accompagnato da esecuzioni interrotte, svogliate o scadenti. Egli fece quello che poté attenendosi all'idea originale di McCartney, e compilò un album di 15 tracce così composto:

Lato A
1.    The One After 909
2.    Rocker (Improvisation)
3.    Save the Last Dance for Me
4.    Don't Let Me Down
5.    Dig a Pony
6.    I've Got a Feeling
7.    Get Back
Lato B
1.    For You Blue
2.    Teddy Boy
3.    Two of Us
4.    Maggie Mae
5.    Dig It
6.    Let It Be
7.    The Long and Winding Road
8.    Get Back (reprise)

Svogliatamente visionato dal gruppo, finì per essere bocciato, e per un po' di Get Back si persero le tracce. Con il film ormai in uscita per la primavera del '70, a dicembre i Beatles chiesero a Johns di riprovarci, con il diktat di attenersi alle canzoni presenti nella colonna sonora: il che comportò l'esclusione di Teddy Boy e l'inserimento di I Me Mine (appositamente registrata a gennaio) e Across The Universe. Di nuovo i Beatles rifiutarono l'acetato fornito da Johns.

Senza avvisare i compagni, Lennon passò allora il materiale a Spector, che pervenne alla versione di Let It Be che oggi conosciamo, e che tanto fece infuriare McCartney. Trent'anni più tardi, Paul non aveva ancora digerito l'affronto, e chiese ai compagni superstiti (George era ancora vivo all'epoca della proposta, anche se l'album uscì dopo la sua scomparsa) di pubblicare una versione di Let It Be…Naked, cioè nuda, come egli l'aveva concepita.

Il risultato ha suscitato reazioni trasversali, e il motivo è evidente: in alcune canzoni, la sovrapproduzione di Spector, pur stravolgendo l'idea progettuale di fondo, ha reso le canzoni migliori, in alcuni casi mascherando imperfezioni (The Long And Winding Road, con buona pace di Paul), in altri semplicemente risultando azzeccata (Two Of Us). In altri brani, la produzione di Naked è effettivamente migliore (in particolare For You Blue). Venendo meno al proposito di limitarsi alle canzoni della colonna sonora, Naked si avvantaggia - e non di poco - dell'inclusione di Don't Let Me Down, sicuramente la migliore canzone di Lennon nel progetto.

Nell'insieme, l'album del 1970 risulta paradossalmente più sincero - perché pervaso dalla maggiore ingenuità dell'epoca - pur nel suo tentativo di coprire i propri difetti. In questo senso, The Long And Winding Road è la canzone più rappresentativa del disco. Spector la interpretò più di quanto sarebbe stato lecito, ma la sua interpretazione rimane fondamentalmente corretta: senza accompagnamento orchestrale sarebbe rimasta non-finita, inadatta al pubblico dell'epoca e a un gruppo ancora in attività. Naked, con la sua solo illusoria spontaneità, è frutto di manipolazioni numericamente e tecnologicamente superiori: è meno esteriormente artificioso, ma più intimamente artificiale.

Diversamente da Love o Yellow Submarine Songtrack, non rende in fondo giustizia a nessuna canzone, perché i brani più problematici avevano carenze esecutive prima che produttive: il caso più eclatante è Across The Universe. Come alcuni hanno osservato, prima che "migliore" o "peggiore", Let It Be…Naked è un disco non essenziale, che si avvicina involontariamente più al valore documentaristico dell'Anthology che alla dimensione puramente musicale - per quanto a tratti inferiore - dell'album da cui è stato tratto.

Anche coloro che l'apprezzano - e non sono pochi - debbono convenire che il famigerato progetto Get Back non ricevette sufficiente attenzione da parte dei Beatles; con questa premessa, la superiorità di una versione piuttosto che un'altra è più casuale che strutturale. Qualche anno più tardi, Love mostrerà che anche altre canzoni di altri album (While My Guitar Gently Weeps, Because per limitarsi a due casi eclatanti) avrebbero potuto essere migliorate, senza l'occorrenza di un errore originale o del travisamento che McCartney non perdonò mai a Spector. La questione allora diventa: quanto è corretto manipolare un lavoro concluso decenni prima, o, comunque, che valore artistico ha il risultato di tale operazione?

I "vecchi" fan dei Beatles hanno per la maggior parte risposto con la bocciatura di tale iniziativa, reputando Let It Be...Naked un'operazione commerciale più che evitabile. Le nuove generazioni, meno avvezze al concetto di album come "unicum" artistico e più aperte a questo tipo di lavori, gli hanno rivolto in generale una migliore accoglienza.

Commenti