anthology 2

formato: LP 33 giri
PCSP 728: 18.03.1996
posizione più alta in classifica (UK): #1 per 1 settimana
settimane in classifica: 12

Review

Pubblicata quattro mesi dopo il primo volume (in parte per permettere ai fan di diluire la spesa, in parte per non cannibalizzare le vendite di un volume con l'altro), Anthology 2 ripercorre il periodo che spazia dalla registrazione di Help! alla partenza per il soggiorno indiano dei Beatles a Rishikesh. In questo periodo il gruppo prestò la maggiore attenzione alle tecniche e alle sperimentazioni in studio rispetto alla prima fase (quando tutto avveniva molto velocemente) e all'ultima (in cui le tensioni interne spesso ridussero il ruolo dei Beatles come band) della loro carriera.

Oltre a interessanti version work in progress di numerosi brani, attorno ad alcuni dei quali si era creata enorme aspettativa sulla scorta di quanto dichiarato dai pochi fortunati che li avevano ascoltati prima di questa pubblicazione (Mark Lewisohn in primis). In questo senso, i pezzi più attesi erano le versioni alternative di Norwegian Wood, Strawberry Fields Forever e I'm Looking Through You, mentre la scoperta più notevole è probabilmente una bellissima - ancorché contaminata dalle contagiose risate di John e Paul - variante di And Your Bird Can Sing.

Accanto a diverse versioni di brani pubblicati, compaiono anche tre pezzi di cui si era solo sentito parlare: la famigerata If You've Got Trouble eliminata da Help!, il blues strumentale 12-Bar Original originariamente pensato per Rubber Soul, e That Means A Lot (per alcuni il miglior brano Lennon/McCartney tra quelli non registrati dal gruppo; un giudizio messo a dura prova da Step Inside Love, presente sul successivo volume dell'Anthology).

Anche stavolta, come su Anthology 1 e a differenza di Anthology 3, il concept della "Beatles reunion" (vedere Anthology 1) ritorna attraverso un nuovo singolo del gruppo, Real Love. In questo caso il risultato fu meno notevole, soprattutto perché il brano era piuttosto noto al pubblico, in quanto già utilizzato nella colonna sonora del documentario del 1998 Imagine: John Lennon.

Nell'insieme, questo è probabilmente il migliore e più interessante dei tre volumi antologici: mentre gli altri dischi del progetto sono relativamente omogenei, Anthology 2 mostra nettamente l'incredibile distanza compositiva, esecutiva e visionaria coperta dai Beatles in meno di tre anni.

La brillante scelta delle tracce - a dispetto dell'evidente difficoltà di ogni esclusione - mostra l'incredibile portata degli arrangiamenti, operando sia per sottrazione (come la versione di base di I Am The Walrus), sia per separazione (Eleanor Rigby senza voci), senza per questo insinuare dubbi sulla pura bellezza delle composizioni (ascoltare Strawberry Fields Forever "naked").

Al tempo stesso, un numero impressionante di brani rivela il più prezioso ingrediente del successo del gruppo: il loro divertimento nel suonare insieme e la voglia di superare, sempre, i propri limiti. I 90 secondi scarsi di una versione di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (Reprise) sicuramente migliore di quella pubblicata trasmettono questo concetto forte e chiaro aldilà di ogni ragionevole dubbio.

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